lunedì 28 luglio 2014

Le More di Rovo: un frutto selvaggio


More di Rovo

Stavo passeggiando, un bambino in bicicletta, buttò la bici a terra, corse verso un cespuglio di rovo e urlò “È un frutto selvaggio”, poi ne mangiò uno e la sua faccia si illuminò come se avesse goduto del frutto della Vita.

Questo post è per chi ha sporadici contatti con la Natura. 
Il rovo nasce ovunque, è una pianta infestante, anzi devastante, riempie lo spazio e soffoca le altre piante.

Facile da trovare e da riconoscere, cerca lo spinoso rovo lontano da tangenziali cittadine e strade asfaltate, non dovresti sbagliare, forse salendo verso le zone montane ti potrai confondere con il lampone, ma poco male.

Le more del rovo, sono frutti gustosi e hanno anche delle pregevoli proprietà:
  • Dissetante
  • Depurative
  • Diuretiche

La polpa di questo gustoso frutto mescolato allo yogurt, oltre che a essere delizioso, si rivela una buona maschera di bellezza per pelli stanche.

Due piccoli consigli per raccogliere le more migliori: 
More di rovo acerbe
il primo attenzione alle spine della pianta, 
due quando sono giunte alla giusta maturazione si staccano senza la minima difficoltà.

Le more si deteriorano velocemente, quindi vanno consumate fresche, se ne hai fatta un’abbondante raccolta, potrai realizzare un’ottima marmellata.

Le brusche foglie ci possono venire in aiuto in varie circostanze.
  • Ritenzione idrica, come infuso,
  • Gola infiammata, ferite a lenta guarigione, diarrea, come decotto.
  • Gengive infiammate, come cataplasma ottenuto pestando le foglie fresche.

Le foglie del rovo hanno una buona quantità di vitamina C, per cui sono ottime aggiunte alle tisane, oppure una vola essiccate, possono essere utilizzate per aromatizzare il tea.


Durante la fiorita il rovo diventa sonoro, in quanto i suoi fiori sono molto graditi alle api che il loro ronzio lo animano indaffarate.